Mirabella Eclano è tra le dieci città finaliste per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028: a tenere alta la bandiera della Campania resta solo Mirabella Eclano, che ha sbaragliato la concorrenza campana ed ha conquistato l’accesso alla fase finale con il progetto “L’Appia dei popoli”.

Monumento ai caduti della Grande Guerra
Mirabella Eclano, che ospitò già i Ministri dell’Interno in occasione del G7 2024, è ora protagonista delle audizioni pubbliche, in programma il 26 e 27 febbraio presso il Ministero della Cultura, durante le quali i comuni selezionati presenteranno nel dettaglio i rispettivi dossier davanti alla giuria. Il piccolissimo comune in provincia di Avellino, (Campania), con una popolazione residente variabile tra i 7.000 e gli 8.000 abitanti, è un gioiellino tranquillo dell’Irpinia, pregno di cultura.

Via Eclano
Le dieci finaliste
Le altre città finaliste sono Anagni, Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina di Puglia, Massa, Sarzana e Tarquinia. Dieci città, dieci narrazioni in corsa per il titolo di Capitale della Cultura 2028, tra identità e visioni future. La pubblicità delle audizioni, prevista dal bando, sarà garantita tramite trasmissione in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero della Cultura.
Il premio: un milione di euro e promozione turistica
Entro il 27 marzo sarà ufficialmente comunicata la vincitrice assoluta. In palio non c’è solo il premio in denaro di un milione di euro per un programma concreto e duraturo, ma anche, e soprattutto, la spinta promozionale, che da sempre accompagna il titolo, avendo trasformato le città prescelte in mete turistiche nazionali. Un titolo importante per avere visibilità e sviluppo per riaccendere i riflettori sul mezzogiorno ricco di storia di archeologia e bellezze paesaggistiche
Negli ultimi anni, il titolo di Capitale della Cultura è stato un potente volano di visibilità, investimenti e turismo. Città già premiate come Matera, Parma, Procida, Bergamo, Brescia, Pesaro e Agrigento hanno avuto grande visibilità e sviluppo dalla importante nomina.
Riportare il titolo nel Mezzogiorno significherebbe raccendere i riflettori su un territorio ricco di storia e di potenzialità.



Un progetto di performance collettiva: l’Appia dei Popoli, incubatrice di Art Thinking
Il progetto culturale, “L’Appia dei popoli”, con la direzione artistica di Francesco Cascino, condiviso con tutto il territorio provinciale, rappresenta un simbolo del viaggio e della strada da percorrere per lo sviluppo sociale, che passa per la culturale per alimentarla e accrescerla ogni giorno. Il progetto, quello rivolto espressamente alla Via Appia riguarda “performance collettive e continuative presso le rovine dell’Appia” prevede, in particolare, la creazione di una tela di trenta metri sulla quale cittadini, bambini delle scuole e viaggiatori dipingeranno insieme durante performance collettive guidate dagli artisti.

Via Appia patrimonio Unesco
La Via Appia, da cui il titolo del dossier per la candidatura a capitale della Cultura, è stata tracciata per esigenze militari dal censore Appio Claudio nel 321 a. C. per collegare Roma a Capua e successivamente estesa fino a Brindisi. L’Appia divenne subito strada di grande comunicazione commerciale e di primarie trasmissioni culturali, una pubblica via percorribile gratuitamente da tutti perché realizzata su terreni espropriati per pubblico interesse dallo Stato romano. La strada fu ampliata nel corso del tempo, per questo il sito Patrimonio Mondiale, comprende anche la variante al tracciato originale, fatta costruire da Traiano nel 109 d.C.
La via Appia costituisce la testimonianza eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa in quanto modello per la viabilità dell’epoca, che contribuì alla diffusione della civiltà urbana e all’unificazione culturale del mondo romano. La Via Appia, attraversa Mirabella Celano, conserva testimonianze della città antica di Aeclanum, sito archeologico di rilievo sulla “Regina Viarum” il vecchio tracciato storico che include reperti archeologici di epoca romana che passa per la frazione di Passo di Mirabella.

Vinca il migliore, ma, ovviamente, facciamo il tipo per la bella Mirabella, che già dal nome fa intuire la sua intrinseca bellezza!
Maria De Pompeis


