“Amo la bellezza non è colpa mia ” Valentino Garavani

La celebre frase del grande stilista da pochissimo deceduto, richiama le emozioni e sensazioni vissute visitando l’atelier di Rosita Caiazzo a Mirabella Eclano, piccolo borgo in provincia di Avellino, candidata a Capitale della cultura 2028.

Il magico modo di Rosita

Definire Rosita con un’etichetta risulterebbe riduttivo: artista, designer, artigiana, collezionista, donna eclettica che ha fatto della creatività il suo leitmotiv.

Entrare nel suo atelier è come entrare nel suo mondo, catapultandosi in una favola, in cui ti perdi tra colori, immagini, opere d’arte, fotografie, abiti vintage e gioielli.

Se passi da lei, la trovi li seduta al suo grande tavolo, con i suoi occhialoni, tratto distintivo che la rende iconica, che infila perline mentre la sua modella e musa Pasqualina indossa dei kimoni per uno shooting.

Da 30 anni sulla cresta dell’onda

E da lì che parte il suo progetto imprenditoriale, sulla cresta dell’onda da più di 30 anni, il suo brand non conosce battute d’arresto, da anni mantiene il mercato con un prodotto artigianale, unico e di qualità.

Nei suoi cassetti ci sono gioielli di tutte le sue stagioni passate ormai diventati “da collezione”, anche pezzi nuovi, prodotti in esclusiva per dei progetti che presenteremo a breve, di cui posso solo spolierare, che riguardano Napoli.

I gioielli sono sicuramente il suo core business ed il prodotto che l’ha resa celebre nel mondo, ma la grandezza è nell’arte tout-court che si respira.

Non solo gioielli ma anche abiti e accessori

In un vecchio armadio, tra valigie di Louis Vuitton ed enormi cappelliere, brillano abiti vintage, che strizzano l’occhio alle ultime collezioni di haute-couture di Giorgio Armani e di Valentino. Pezzi unici di Chanel e Dior si mescolano a caftani e kimoni dal sapore orientale, top scultorei e abiti scenografici da set. In quella stanza qualsiasi cool hunter e stylist perderebbe la testa e penserebbe subito al business, ma, c’è da dire che gli artisti, infondo, amano creare e non vendere, quasi gelosi e custodi di quell’arte.

Oltre 300 le Barbie vestite dalle compaesane di Rosita e 50 realizzate dall’artista con pietre preziose

Quando pensi che i tuoi occhi sono assuefatti da tanta bellezza, in una vetrina trovi una collezione infinita di Barbie., Ognuna è vestita con abiti personalizzati, fatti a mano da amiche e clienti, altre che da lei stessa, ricamati a mano con pietre o creati con oggetti di riciclo, come la Barbie adornata con carta da pasticceria. Pezzi dal valore inestimabile che verranno presto esposti in una mostra itinerante in località esclusive…altro spoiler!

Rosita insegna: non smettere mai di sognare

La moda, oggi, sta vivendo uno dei periodi più difficili della storia, sia da un punto di vista creativo sia da un punto di vista commerciale: i grandi couturier del passato, come i citati Armani e Valentino, hanno lasciato il posto ai direttori creativi, che cambiano maison di stagione in stagione, perché vittime sacrificali delle grandi holding e dei numeri. Tutto ciò danneggia l’arte e la creatività, portando la moda in una direzione opposta rispetto alla sua natura. Poche idee, pochi rischi, tanto prodotto, tanto merchandising, tanta comunicazione e zero sogno.

Ed in questo scenario che una piccola realtà come quella di Rosita, ricorda a me e non solo, cosa significa la moda con la “M”, ovvero il sogno, non smettete mai di sognare, mai!

Veronica Pinto

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