La Pedamentina: 414 gradini legano la collina del Vomero con Corso Vittorio Emanuele
La Pedamentina è una lunga e antica scala che collega la bellissima collina di San Martino ad un’arteria viaria principale di Napoli quale Corso Vittorio Emanuele.

Una passeggiata che raccomando vivamente per i seguenti motivi:
- E’ un modo rapido di andare al centro e raggiungere in un’oretta Via Toledo, i Quartieri Spagnoli, la Funicolare di Corso Vittorio Emanuele, evitando inutile attese di mezzi pubblici.
Una strada che nasce per il trasporto di materiali
La Pedamentina, con le sue discese e gradinate, risale al XIV secolo, è stata realizzata dagli architetti Tino di Camaino e Francesco de Vito. Essa, oltre a fungere da collegamento tra la collina ed il Corso; quando fu pensata, ebbe anche uno scopo difensivo in caso d’assedio de Castel S.Elmo e, ciò che colpisce percorrendola, è che si scorge, in più punti, il panorama del golfo nonché gli orti ed i giardini della Certosa.
La Pedamentina: patrimonio dell’Unesco
Nel 1325, a Napoli c’erano gli Angioini che decisero di erigere la Certosa di San Martino per donarla ai 13 monaci dell’Ordine dei Certosini. Nacque subito un problema: come portare i materiali necessari per la costruzione della Certosa sulla collina: ecco spiegata la costruzione della Pedamentina.
Nel XIV secolo era formata solo da alcuni tornanti utili per portare in alto i materiali e, solo in seguito, essendo questa via sempre più percorsa, vennero costruite le scale considerate oggi di grande pregio urbanistico come d’altronde lo sono le altre scalinate della città.
Antiche leggende e dicerie popolari
Dall’ampio slargo di San Martino, si accede, subito, a questo pendio che affaccia sullo spettacolare lato est della città e buona parte del centro antico, che appare, da questo privilegiato punto di vista, di un fascino raro; la discesa, inoltre, lambisce anche splendidi giardini e orti, tra i quali la vigna di San Martino.
Essa è anche avvolta dal mistero e da racconti oscuri, come buona parte di Napoli: si narra che un fantasma vestito di bianco si divertirebbe a spaventare i passanti e che, nei pressi del vecchio cancello sito sulla prima rampa, di notte, si udirebbero dei pianti e lamenti proprio nei luoghi in cui le guardie reali uccidevano i nemici e lì li abbandonavano per farli marcire mangiati dai topi.
Percorrendo questa strada si incontrano oggi più di ieri gruppi di turisti, famiglie straniere con bimbi a seguito, nonostante l’incuria ed il degrado in cui versa. Ciò fa riflettere sulla fortuna che si nasconde in ogni anfratto di questa splendida città, purtroppo e troppo spesso umiliata e priva del decoro che meriterebbe.
Tanta è la bellezza di Napoli ed il suo pregio culturale che, passo dopo passo, durante le nostre passeggiate, ne sottolineeremo, man mano, la grandezza e la sua unicità.
I miei Consigli
Il tempo che impieghi a scendere la scala è di circa 30 minuti facendo una passeggiata lenta e fotografando i siti, gli angoli, i palazzi.
Ti suggerisco un abbigliamento comodo, uno zaino, una borraccia e scarpette da ginnastica.
Io l’ho trovata pazzesca, in un attimo tagli Napoli, guardi il mare ed il Vesuvio e, se alzi la testa, ti trovi il castello mastodontico alle tue spalle.
Da Visitare:
Castel Sant’Elmo, Museo di San Martino e Ville nei dintorni.
Mary De Pompeis
Info
napoli@napolieventi.net
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