Lusso accessibile e moda ecosostenibile sono le due chiavi del successo del “vintage” e del “second hand”. Non è più solo un fenomeno di nicchia ma è diventato un business dai grandi numeri in tutto il mondo.
Con l’aumento dei prezzi dei beni di lusso a cifre insostenibili e, in contemporanea, con la crisi del sistema moda, man mano che l’attenzione all’ecologia ha preso spazio nella nostra cultura, nasce una nuova consapevolezza negli acquisti e nel mercato.
Negli anni ‘60 il vintage era identificato con “vecchio”, “usato” nell’accezione più negativa dello stesso associandolo ai mercatini dell’usato, dei capi dismessi e di seconda mano. Famoso il mercato delle pulci di “Pugliano” ad Ercolano dove si trovavano le famose “pezze”, abiti militari, jeans americani, anfibi, spille o i più glamour come quelli di Camden Town e Portobello Road a Londra, luoghi in cui scovare anche oggettistica per la casa, non da meno il famosissimo Campo dei Fiori a Roma; mercati questi che indubbiamente hanno caratterizzato un’epoca storica.
I fruitori di tali mercatini erano principalmente “hippies”, o addetti al settore che curiosavano in questi luoghi per fare principalmente ricerca di stile. Ogni creazione che vediamo in passerella, infatti, e’ la risultante di un lavoro sinergico tra cool hunter, archivi, storia , merchandising ed analisi di prodotto.
Capi iconici ormai fuori mercato: l’accessibile dell’inaccessibile
Nel corso degli anni, però, l’approccio è completamente cambiato e, paradossalmente, un certo pubblico che guardava al settore con snobismo, oggi è alla ricerca di capi ed accessori di lusso a prezzi contenuti potendo così finalmente indossare, ad esempio, le borse dei propri sogni senza investire cifre da capogiro.
Spesso le nuove generazioni che non hanno vissuto certe mode, hanno la possibilità di conoscere capi ed accessori iconici oggi introvabili sul mercato ordinario e, perché no, innamorarsene facendosi un regalo.
Hermès, Chanel, Louis Vuitton sono tra i brand del lusso ad oggi più ricercati e amati ma che risultano accessibili solo ad un pubblico ristretto e, principalmente, prevalentemente internazionale.
“Il nostro store è il paese dei balocchi per le fashion addicted” – ci riferisce, con ironia, Barbara Della Penna la ideatrice di Brand off, uno store in pieno centro di Chiaia che vende second hand. questo concept, che dopo anni in giro per il mondo, è tornata nella sua Napoli portando il suo “knowhow” e la sua passione per il bello, proprio in uno dei quartieri storici della città.
Brand Off , ha aperto solo da qualche anno ma è diventato, da subito, una meta fissa dello shopping partenopeo. Ci si può recare anche solo per curiosare tra le tante novità e proposte che arrivano di continuo per non perdersi l’ultima chicca arrivata. Da Brand off la cliente, a sua volta, può diventare venditrice, avendo anche la possibilità di fare un refresh del suo guardaroba. Si ha , quindi, la possibilità di vendere accessori che, magari, non la rappresentano più, facendo spazio al nuovo in perfetta sintonia con il concetto di moda circolare ed ecosostenibile.
Ciò che a te nn dà più gioia ed emozioni può diventare un oggetto cult per altri. Questa e’ la l filosofia di Barbera Della Penna, la titolare di questo posto bellissimo!

Brand Off si trova in Via Miguel Cervantes de Saavedra, 55, 80133 Napoli
Contatti: +39 3335737664
Veronica Pinto

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